LA VERA CHIESA CRISTIANA,
CATTOLICA, APOSTOLICA, ROMANA.
Si parla troppo spesso di “Ecumenismo”, di "chiese" che, se pur separate dalla comunione con il Papa, parlano il “linguaggio buono del Cielo”.
Ma è davvero così, oppure vi è un abbaglio clamoroso nel considerare tutto questo?
Al di fuori della Chiesa Universale Cattolica, ovvero quella fondata da Cristo Gesù, Nostro Signore, vi può essere un’altra Verità?
A riguardo, l'invito è di leggere le parole ispirate di un Santo Sacerdote: Don Dolindo Ruotolo.
«I protestanti s’illudono di avere la Bibbia; essi in realtà non La posseggono!
Il loro Libro non è illuminato dalla Chiesa, è un quadro che sta nelle tenebre; sono parole umane quelle, perché non hanno più la Divina risonanza; sono espressioni morte nelle quali non vive più la Parola di Dio, ma vive la parola umana, il pensiero individuale, la propria opinione, che è come sostanza guasta e alterata, incapace di esprimere il vero pensiero di Dio!
Quando le Specie Eucaristiche si corrompono, non vi rimane più Gesù, ma solo una sostanza corrotta; nello stesso modo, quando la Parola della Scrittura è guastata dal libero esame, non è più Parola di Dio, e non è neppure una parola di umana sapienza, è solo sostanza corrotta, dove non nasce la vita, ma brulicano i vermi.
I brillanti artificiali hanno le stesse facce di un brillante vero, ma non riflettono la stessa luce, perché sono falsi; così sono le Bibbie protestanti.
Satana, che tenta in tutti i modi di screditare Dio sulla nostra Terra, ha messo in circolazione una Bibbia tenebrosa per mezzo dei protestanti.
Essa è come una lampada spenta, è come un lucignolo fumigante, è come uno strumento senza fiato.
È diffusa sia fra i barbari, che fra i popoli civili, ma non fa che discreditare Dio, poiché è priva della vera luce.
Che cosa ne possono capire i popoli idolatri, che cosa ne può capire questa nostra generazione, più idolatra dei pagani?
Anche l’eunuco della regina Candace leggeva Isaia, ma aveva la sincerità di dire a San Filippo Apostolo: “Come posso intendere quello che leggo se qualcuno non me lo spiega?” (At 8,31).
Solo la Chiesa Cattolica ha il segreto per comunicare alle anime la Divina Parola; Essa sola possiede la Chiave di questo “meraviglioso cifrario”, Essa sola sa far girare questo Disco Divino, perché possa dare il vero suono che vi fu impresso; Essa sola conosce l’andamento e quindi l’espressione di questa Musica Celeste.
Ogni musica ha in fronte il suo andamento; ma non basta leggerla per interpretarla, occorre un Maestro che la renda come è stata scritta dal Suo Autore.
Se fosse libera l’interpretazione di una musica, un allegro potrebbe diventare un adagio snervante, mentre un patetico potrebbe diventare un ballabile frenetico.
Occorre, quindi, scuotere la polvere dell’umana presunzione nel leggere la Sacra Scrittura, per cui è necessario rivolgersi con umiltà alla vera Chiesa, come l’eunuco si rivolgeva a San Filippo.
Con la libera interpretazione non si può esprime il Sapiente Pensiero di Dio, ma il proprio pensiero, deformato dai pregiudizi e dagli errori che si annidano nella mente umana.
Così è per i Protestanti, i quali negano il Sacerdozio, per cui i Sacerdoti diventano soltanto gli anziani; per essi che negano la Transustanziazione, la Santissima Eucaristia diventa una “comune cena”; per essi che rinnegano la Santissima Vergine Immacolata, le delicate attenzioni di Gesù verso la Santissima Madre Celeste diventano atti di noncuranza e, addirittura, di disprezzo.
Gli empi e i miscredenti fanno pietà, ma i falsificatori della Divina Parola generano sdegno, perché sono i carnefici che piagano il Cristo Redentore e Lo ricoprono di obbrobrio!
È una menzogna che la Chiesa Cattolica non voglia che si legga la Sacra Scrittura.
La Chiesa ne ha una fioritura ammirabile nella sua Liturgia, perché Là Essa è maggiormente luminosa.
Nella Liturgia è Gesù Cristo Che opera per mezzo del Sacerdote, il quale legge la Divina Parola, con un Mandato Speciale della Chiesa, che da solo la rende più penetrante nelle anime.
Non a caso occorrono gli Ordini Sacri per leggere ai fedeli la Parola di Dio: un Suddiacono che legge l’Epistola dà alle parole un sapore e un’espressione particolare; è come una musica per violino eseguita dal violino; mentre la lettura dei laici è come una musica per violino eseguita però su una chitarra.
La Lettura dei Protestanti è afona, è confusa, è snervante, perché non è l’Eco della Voce Divina, ma è l’eco del proprio “io”, che nasconde sempre il proprio orgoglio!».
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