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Mariana Mazzucato, al lancio della Global Commission on the Economics of Water, osserva che poiché non si è riusciti a inoculare tutti con i loro sieri letali e il cambiamento climatico resta troppo «astratto», bisogna puntare sull’acqua. Una risorsa che tutti comprendono, da trattare come «bene comune globale» e attorno alla quale costruire nuove forme di coinvolgimento collettivo.

La sensazione è che a Davos si possano tenere riunioni segrete che puntano a una governance dell’acqua fondata sulla cooperazione fra governi, finanza e settore privato.

La cornice è ormai familiare: scarsità, emergenza, sostenibilità. Ma l’esito potenziale è molto concreto: stabilire quanta acqua puoi consumare, quando e a quali condizioni.

E mentre ai cittadini potrebbero essere chiesti riduzioni e razionamenti, chi disegna queste politiche continuerà a muoversi fra jet privati, resort e proprietà ad altissimo consumo.

Vaccini e clima non hanno prodotto l’adesione totale sperata? Allora il terreno successivo diventa la risorsa più elementare di tutte: ciò senza cui nessuno può vivere.

Prima ti dissero che non avresti posseduto nulla e saresti stato felice. Ora il passo potrebbe essere non controllare soltanto ciò che possiedi, ma anche ciò che ti è consentito consumare.

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