Vexilla regis
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"It's marketing for the city" - Bishop Mazuelos justifies an LGBT demonstration in front of the Las Palmas cathedral - The choice of date was anything but random. The event took place on the very day of the feast of Saint Anne, the city's patroness, while the cathedral was holding liturgical services

Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! - Matteo 18,1-20

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Il lato oscuro di John Lennon e dei Beatles
Nel suo libro The Devil's Disciples («I discepoli del diavolo»), Jeff Godwin, autore di diverse opere sul rock satanico, riporta in Appendice la testimonianza di Elaine, una donna che ha fatto parte di una congrega satanica per diciassette anni. Ecco un estratto della sua testimonianza:
«Ho incontrato personalmente un gran numero di stelle del rock. Tutte hanno accettato di servire Satana in cambio di denaro e di fama. Hanno ricevuto tutto ciò che volevano, anche molto più di quanto si aspettassero. Le loro vite e le loro anime si stanno distruggendo o sono state distrutte. [...]. Ho assistito a speciali cerimonie in diversi studi di registrazione negli Stati Uniti con il preciso scopo di inserire "benedizioni" sataniche nei dischi rock. Abbiamo fatto degli incantesimi che appiccicavano i demoni ad ogni disco o nastro di musica rock che venivano venduti. Certe volte invocavamo demoni speciali che parlavano durante le registrazioni: ecco i …

✨ Voglio aggiungere anche una testimonianza personale: sono in amicizia con una persona che da giovane era una promessa dello sport (come si vede, musica o sport contano ben poco: il male adesca ovunque possa far leva sulle ambizioni) ed era davvero talentuosa, tanto che tutti le dicevano che avrebbe fatto molta strada; ma proprio al momento di fare il salto di qualità, si è trovata davanti a un ricatto morale, una proposta ambigua che le avrebbe garantito visibilità e successo se solo avesse accettato di "scendere a compromessi" con certe dinamiche oscure. Lei ha rifiutato con fermezza, rinunciando alla fama, ma salvando la propria dignità e soprattutto l’anima. Da allora ha intrapreso un cammino spirituale profondo e oggi vive in pace con sé stessa. Anche questo dimostra che certi ambienti sono tutto fuorché limpidi.

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Il lato oscuro di John Lennon e dei Beatles
Nel suo libro The Devil's Disciples («I discepoli del diavolo»), Jeff Godwin, autore di diverse opere sul rock satanico, riporta in Appendice la testimonianza di Elaine, una donna che ha fatto parte di una congrega satanica per diciassette anni. Ecco un estratto della sua testimonianza:
«Ho incontrato personalmente un gran numero di stelle del rock. Tutte hanno accettato di servire Satana in cambio di denaro e di fama. Hanno ricevuto tutto ciò che volevano, anche molto più di quanto si aspettassero. Le loro vite e le loro anime si stanno distruggendo o sono state distrutte. [...]. Ho assistito a speciali cerimonie in diversi studi di registrazione negli Stati Uniti con il preciso scopo di inserire "benedizioni" sataniche nei dischi rock. Abbiamo fatto degli incantesimi che appiccicavano i demoni ad ogni disco o nastro di musica rock che venivano venduti. Certe volte invocavamo demoni speciali che parlavano durante le registrazioni: ecco i …

Grazie di cuore per la testimonianza personale, così sincera e profonda, che mostra quanto il Signore agisca concretamente nelle nostre vite quando Gli lasciamo spazio, anche nei momenti più ordinari come il tempo trascorso in auto. Ha fatto bene a condividere anche la testimonianza su Bob Dylan, che conoscevo già e che davvero impressiona: le sue parole sono una conferma di quanto certi compromessi spirituali siano reali e devastanti. Purtroppo, anche se è triste dirlo, oggi il mondo della musica – e più in generale dello spettacolo – è diventato così corrotto e viscido che è difficile credere che basti solo il talento o la bravura per emergere. La verità, come scrive anche l’autore del libro, è che senza cedere a certi “compromessi” imposti da chi tira le fila del sistema, non si va da nessuna parte. È un mondo dove il prezzo del successo, troppo spesso, è l’anima stessa. Per questo è fondamentale scegliere da subito la via della preghiera, della pace e del discernimento, anche quando si tratta di ciò che ascoltiamo o guardiamo. Grazie ancora per questa riflessione che fa bene all'anima! Un caro saluto. VxRgs

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La Messa "per il creato" e il Rischio di Idolatria Neo-Pagana
Nel formulario del Messale Romano sono previste formule di intenzione da applicare nel corso della Messa; tuttavia, alla luce dei tempi attuali, in cui il richiamo alla salvaguardia della vita e dell’ambiente - leggi anche "conversione ecologica" - rischia di oscurare la centralità di Dio stesso, lo studio che segue intende riflettere su come la cura del creatopur legittima e moralmente doverosa – possa occupare impropriamente il centro dell’atto liturgico, spostando l’attenzione dalla gloria dovuta al Creatore alla sua stessa opera creata: una deriva che non solo altera la percezione collettiva del culto cristiano, ma rischia di comprometterne l’essenza, poiché la Messa è, e deve restare, un atto di adorazione rivolto anzitutto a Dio, Creatore dell’uomo e del mondo, e non un’occasione per veicolare messaggi ecologici o sensibilizzazioni mondane, pur lodevoli in altri contesti, ma inadatte alla liturgia sacra.
Continua 📌

Occorre chiarire con semplicità e fede cattolica che Dio Padre non è un carnefice assetato di sangue, ma un Padre giusto che ama le sue creature. Il peccato ci separa da Dio, e la giustizia divina richiede riparazione, non per sadismo, ma per ristabilire l’ordine rotto. Gesù, Figlio eterno del Padre, si offre liberamente in obbedienza e amore, prendendo su di sé la conseguenza del peccato, che è la morte. Non si tratta di un “baratto” tra Dio e Satana, né di un Dio crudele, ma di un atto d’amore infinito in cui Dio stesso, nella persona del Figlio, prende il nostro posto per salvarci. È vero, è uno “scambio” in cui il Giusto muore per l’ingiusto, ma è anche molto di più: è il cuore del Vangelo, dove la giustizia e la misericordia si incontrano. La Messa non è una semplice rievocazione, ma la resa presente di questo mistero d’amore: Cristo si dona per noi, per riportarci al Padre. VxRgs

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Leone XIV sminuisce la moltiplicazione dei pani come "miracolo di condivisione" - proprio come Francesco
Oggi, Leone XIV ha inviato un messaggio all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), scrivendo della 'moltiplicazione dei pani' nel Vangelo:
"Ci rendiamo conto che il vero miracolo compiuto da Cristo è stato quello di mostrare che la chiave per sconfiggere la fame sta nella condivisione piuttosto che nell'accaparramento avido".
Questa dichiarazione sembra riflettere lo spirito di Papa Francesco. In più occasioni, tra cui all'Angelus del 2 giugno 2013, Francesco ha parlato della moltiplicazione dei pani: "Questo è il miracolo: più che la moltiplicazione, è la condivisione, ispirata dalla fede e dalla preghiera".
Immagine: © Mazur CC BY-NC-ND, Traduzione AI

Padre, vada oltre! OLTRE! Il miracolo non si limita al "gesto" o alla "simbolizzazione". La fede cristiana riconosce che Gesù, con il suo potere divino, ha moltiplicato (lo ripeta con me: moltiplicato, ❎ moltiplicato, ❎moltiplicato!) i pani e i pesci, rendendo possibile che migliaia di persone potessero mangiare con un numero limitato di risorse. I 5000 del Vangelo non si sono saziati di condivisione, ma di cibo 🍲 moltiplicato miracolosamente. Come alle nozze di Cana, dove mancava il vino e Gesù cambiò l'acqua in vino. È così difficile da accettare per un ministro di Dio?

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Leone XIV sminuisce la moltiplicazione dei pani come "miracolo di condivisione" - proprio come Francesco
Oggi, Leone XIV ha inviato un messaggio all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), scrivendo della 'moltiplicazione dei pani' nel Vangelo:
"Ci rendiamo conto che il vero miracolo compiuto da Cristo è stato quello di mostrare che la chiave per sconfiggere la fame sta nella condivisione piuttosto che nell'accaparramento avido".
Questa dichiarazione sembra riflettere lo spirito di Papa Francesco. In più occasioni, tra cui all'Angelus del 2 giugno 2013, Francesco ha parlato della moltiplicazione dei pani: "Questo è il miracolo: più che la moltiplicazione, è la condivisione, ispirata dalla fede e dalla preghiera".
Immagine: © Mazur CC BY-NC-ND, Traduzione AI

@Don Pasquale La condivisione è certamente il primo miracolo, il gesto che apre il cuore all’altro, ma il Vangelo va oltre: cinque pani e due pesci non bastano per cinquemila uomini, eppure tutti mangiano e avanzano dodici ceste. Questo non è solo simbolo, è realtà miracolosa. Limitarsi alla sola condivisione è fermarsi al gesto iniziale e negare l’azione divina che segue: non una semplice divisione, ma una moltiplicazione concreta, abbondante, soprannaturale. Fa DOLORE E STUPORE vedere che proprio i pastori, chiamati a guidare il gregge nella fede, sembrano essere i primi a non credere più nei miracoli del Signore. Sia lodato Gesù Cristo!

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Leone XIV sminuisce la moltiplicazione dei pani come "miracolo di condivisione" - proprio come Francesco
Oggi, Leone XIV ha inviato un messaggio all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), scrivendo della 'moltiplicazione dei pani' nel Vangelo:
"Ci rendiamo conto che il vero miracolo compiuto da Cristo è stato quello di mostrare che la chiave per sconfiggere la fame sta nella condivisione piuttosto che nell'accaparramento avido".
Questa dichiarazione sembra riflettere lo spirito di Papa Francesco. In più occasioni, tra cui all'Angelus del 2 giugno 2013, Francesco ha parlato della moltiplicazione dei pani: "Questo è il miracolo: più che la moltiplicazione, è la condivisione, ispirata dalla fede e dalla preghiera".
Immagine: © Mazur CC BY-NC-ND, Traduzione AI

Oltretutto, una visione del genere, che riduce i miracoli a simboli morali piuttosto che segni concreti dell'intervento divino, è senza dubbio una delle cause principali per cui i fedeli stanno abbandonando la Chiesa.
Abbandonando il misticismo e l’autenticità della spiritualità sacramentale, si è svuotata di quella forza che, nei secoli, ha elevato l’anima verso Dio. Questo approccio ha, di fatto, imbarcato i fedeli in una concezione della fede sempre più immanente, dove Dio sembra ridursi a una presenza vaga e distante, lontana dalla potenza trasformativa che solo il mistero del divino è capace di donare.
In questo contesto, la Chiesa ha perso la sua capacità di essere una vera guida spirituale, una forza sanificatrice, e si è piegata a una visione troppo terrena e “umano-centrica”, non riuscendo più a far sperimentare ai suoi membri la reale trascendenza della vita cristiana..

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La Chiesa deve rinunciare alla Sua autoreferenzialità?
La Chiesa, quale Corpo Mistico di Cristo, possiede per divina volontà una vocazione all’autoreferenzialità: essa non si fonda su criteri umani, ma rimanda sempre a Cristo suo Capo, da cui trae senso, autorità e missione. Il Concilio Vaticano II non ha mai negato questa realtà, bensì ha proposto un rinnovamento pastorale, non dottrinale, che non contraddice l’essenza divina e immutabile della Chiesa. La vera povertà evangelica, inoltre, non consiste nell’impoverimento materiale o nell’abbandono delle risorse necessarie alla missione, ma nel distacco interiore dai beni terreni: è povertà dello spirito, come insegnato da Gesù nel Vangelo e vissuto dai santi. La Chiesa, fedele alla tradizione, ha sempre agito con carità verso i poveri, ma senza mai confondere il servizio con la rinuncia alla propria autorità e alla sua missione salvifica. Infine, il rischio insito nella ricerca di una “spiritualità sempre nuova” è quello di cedere a vie …

Sì, se è vero che sarebbe eccessivo attribuire al solo Concilio la condizione della fede attuale, è altrettanto vero che la mistica, pur essendo un aspetto fondamentale della spiritualità, non può colmare da sola il bisogno dello spirito di avvicinarsi a Dio.
La fede ha bisogno di essere completata da un’estetica che le dia forma e profondità, una bellezza che si esprima sia internamente che esternamente. La tradizione della Chiesa ha sempre compreso questo, cercando di coniugare la sacralità della fede con l’estetica liturgica, artistica e spirituale.
La Chiesa, infatti, non è solo un luogo di esperienza mistica, ma anche di rivelazione esteriore, e un equilibrio tra estetica interiore e esteriore sembra la via più completa. Solo così si può restituire alla fede quella profondità e concretezza che sembra mancare oggi, con un ritorno alla spiritualità che integri entrambi gli aspetti.

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IL LEONE DI MARIA

La proposta di costruire una "chiesa parallela" basata su una visione profetica come quella della "Madonna del Buon Successo" di Quito, che tenta di legittimare se stessa separandosi dalla Chiesa istituzionale, solleva delle importanti questioni teologiche e pastorali. La Chiesa Cattolica ha sempre riconosciuto la necessità di discernere con prudenza le apparizioni private, ma queste non sono mai intese a sostituire o a mettere in discussione l'autorità della Chiesa visibile, la cui validità dipende dalla sua continuità con gli apostoli e dai sacramenti che essa amministra. L'idea che una profezia possa essere utilizzata per legittimare una separazione dalla Chiesa istituzionale non solo è problematica dal punto di vista dottrinale, ma crea anche divisioni all'interno del corpo di Cristo.
1 - Le apparizioni e la libertà di fede: La Chiesa non ha mai imposto la fede nelle apparizioni private. La fede cattolica non si fonda su rivelazioni private, ma sulla Scrittura, la Tradizione e l'autorità magisteriale che discende direttamente dagli apostoli. Le apparizioni, pur se riconosciute ufficialmente come autentiche, non sono vincolanti per la fede di tutti i credenti. Chi, per ragioni personali, non accetta un'apparizione, non è in contrasto con la Chiesa. La Chiesa, infatti, ha sempre mantenuto un'ampia libertà di discernimento in merito, rispettando le diverse sensibilità dei suoi membri.
2 - Il pericolo della gnosi: La divisione tra "chi sa" e "chi non sa", che si riscontra in certi movimenti, è pericolosa e può facilmente scivolare nella gnosi, un'ideologia che considera la salvezza riservata a pochi privilegiati che possiedono una conoscenza "segreta e superiore" (fidatevi di me, fidatevi di me!" - La Madonna mi ha detto.. Nessuno più di me.. ecc). No, non credo. Chiesa Cattolica insegna, al contrario, che la salvezza è universale e si ottiene attraverso i mezzi ordinari della vita cristiana: la preghiera, i sacramenti, la penitenza e la carità. Non esistono conoscenze "esoteriche" riservate ad un élite, ma la grazia di Dio è accessibile a tutti attraverso il percorso della santificazione, che non dipende da rivelazioni private.
3 - La Chiesa visibile e la sua continuità: La Chiesa non può essere definita "falsa" semplicemente per il comportamento di alcune sue membra. La Chiesa è una realtà misteriosa e divina, che sussiste attraverso la successione apostolica e i sacramenti. Anche se ci fossero delle problematiche gravi all'interno della Chiesa, come una cattiva gestione o errori dottrinali, la sua legittimità rimarrebbe intatta in virtù del suo fondamento su Cristo e sui suoi apostoli. La presenza di una minoranza corrotta all'interno della Chiesa non ne inficia la natura, perché la Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica, e anche nel caso in cui rimanesse un solo sacerdote fedele, egli continuerebbe a preservare la Chiesa nella sua purezza.
La proposta di costruire una chiesa parallela che si stacchi dall'autorità del Papa e dei vescovi legittimi non può che suscitare grande preoccupazione, perché rischia di provocare divisioni e fratture nella comunità dei fedeli. Non si tratta di un'eresia diretta, ma di una deviazione che potrebbe portare alla separazione dalla vera Chiesa di Cristo. La salvezza non si trova in una visione alternativa o in una "chiesa parallela", ma nella fedeltà alla Chiesa istituzionale, anche nei momenti difficili. La vera missione della Chiesa è quella di radunare tutti i popoli sotto la guida di Cristo, e non di frammentarsi in piccole sette che pretendono di possedere una verità esclusiva. VxRgs

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La Chiesa deve rinunciare alla Sua autoreferenzialità?
La Chiesa, quale Corpo Mistico di Cristo, possiede per divina volontà una vocazione all’autoreferenzialità: essa non si fonda su criteri umani, ma rimanda sempre a Cristo suo Capo, da cui trae senso, autorità e missione. Il Concilio Vaticano II non ha mai negato questa realtà, bensì ha proposto un rinnovamento pastorale, non dottrinale, che non contraddice l’essenza divina e immutabile della Chiesa. La vera povertà evangelica, inoltre, non consiste nell’impoverimento materiale o nell’abbandono delle risorse necessarie alla missione, ma nel distacco interiore dai beni terreni: è povertà dello spirito, come insegnato da Gesù nel Vangelo e vissuto dai santi. La Chiesa, fedele alla tradizione, ha sempre agito con carità verso i poveri, ma senza mai confondere il servizio con la rinuncia alla propria autorità e alla sua missione salvifica. Infine, il rischio insito nella ricerca di una “spiritualità sempre nuova” è quello di cedere a vie …

Grazie per la risposta, condivido pienamente. Non vorremmo, ma se davvero vogliamo fare un servizio alla verità, è necessario mettere in luce tutte le aporie che nulla hanno a che vedere con la Chiesa Cattolica di sempre. La Chiesa non è chiamata a seguire il mondo, ma a guidarlo verso Dio, senza compromessi. Se si apre troppo al mondo, finisce per perdere la sua missione e la sua sacralità, che è la sua vera forza. Il Concilio Vaticano II, con la sua volontà di dialogare e di cercare un consenso con il mondo moderno, ha sicuramente messo in discussione questa separazione e sacralità. Il rischio, come lei giustamente sottolinea, è che, piuttosto che convertire il mondo, la Chiesa sia stata essa stessa influenzata e trasformata dal mondo. Questo è un punto di riflessione serio e profondo..

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La Chiesa deve rinunciare alla Sua autoreferenzialità?
La Chiesa, quale Corpo Mistico di Cristo, possiede per divina volontà una vocazione all’autoreferenzialità: essa non si fonda su criteri umani, ma rimanda sempre a Cristo suo Capo, da cui trae senso, autorità e missione. Il Concilio Vaticano II non ha mai negato questa realtà, bensì ha proposto un rinnovamento pastorale, non dottrinale, che non contraddice l’essenza divina e immutabile della Chiesa. La vera povertà evangelica, inoltre, non consiste nell’impoverimento materiale o nell’abbandono delle risorse necessarie alla missione, ma nel distacco interiore dai beni terreni: è povertà dello spirito, come insegnato da Gesù nel Vangelo e vissuto dai santi. La Chiesa, fedele alla tradizione, ha sempre agito con carità verso i poveri, ma senza mai confondere il servizio con la rinuncia alla propria autorità e alla sua missione salvifica. Infine, il rischio insito nella ricerca di una “spiritualità sempre nuova” è quello di cedere a vie …

Condivido. La "carità" di una Chiesa-senza-Dio, che diventa solo una forma di pianificazione fredda e impersonale, perde quella dimensione di sacrificio personale e di amore disinteressato che dovrebbe essere il cuore della vera carità. Il gesto del pellicano, che si fa dono di sé per nutrire i suoi piccoli, è un'immagine potente e simbolica dell'autentica generosità, che si fonda sull'amore e sul sacrificio, non sulla pianificazione razionale. Un cordiale saluto!